Circa il 2% della popolazione italiana tra 0 e 18 anni è disabile, ed almeno un quarto di essi presenta disturbi di comunicazione transitori o permanenti, all’interno di diverse diagnosi (Paralisi Cerebrale Infantile, sindromi genetiche, autismo, ritardo mentale, disfasia grave, amiotrofia muscolare spinale, distrofia muscolare, malattie progressive, ecc).
La letteratura internazionale evidenzia la necessità di attuare un intervento precoce sugli aspetti comunicativi, al fine di modificare la storia naturale della malattia dei soggetti con disabilità comunicativa e verbale. Tra i diversi modelli proposti il "modello di partecipazione" di Beukelman e Mirenda (1992) rappresenta un interessante contributo per formulare un idoneo intervento riabilitativo.
Per attuare questo difficile obiettivo rivestono un ruolo importantissimo gli interventi di Comunicazione Alternativa e Aumentativa (C.A.A.), intesa come l’insieme di conoscenze, di tecniche, di strategie e di tecnologie, che è possibile attivare per facilitare la comunicazione con persone che presentano una assenza temporanea o permanente nella comunicazione verbale.
Gli interventi in C.A.A. sono complessi ed articolati e richiedono il coinvolgimento e l’apporto di diverse figure professionali, che congiuntamente affrontano la disabilità comunicativa, rivolgendosi non solo alla persona disabile, ma a tutti coloro che con lei interagiscono, poiché è anche dalle loro capacità di sperimentare nuove modalità e diverse strategie di interazione, che dipende il successo di un programma di C.A.A.
Gli interventi d C.A.A. si differenziano metodologicamente, per molti aspetti dalle pratiche riabilitative tradizionali, poiché si propongono l’obiettivo di individuare le necessità comunicative ed i bisogni emergenti del soggetto, per fornire strategie e strumenti che facilitino da subito l’interazione con i diversi contesti di vita (casa, scuola, terapia, ambiente esterno).
La comunicazione è multimodale e la C.A.A. si propone di valorizzare ed incrementate tutte le risorse comunicative sia
Intraprendere un programma di C.A.A. richiede sforzi ed impegni notevoli sia da parte degli operatori della riabilitazione che da parte dei principali partner comunicativi: la condivisione, il supporto e la collaborazione reciproca tra tutti coloro che interagiscono quotidianamente con la persona con disabilità sono condizione imprescindibile per la sana e coerente riuscita dell’intervento di C.A.A.
Il corso ha l’obiettivo di definire il modello di analisi dei bisogni comunicativi e di apprendere le strategie d’intervento in ambito dei dsturbi comunicativi e l’uso dei supporti e ausili comunicativi